Quando ci guardiamo allo specchio per darci un giudizio non è facile affidare questo compito a noi stessi in quanto avremo sempre tanta considerazione e tanta autostima per giustificarci e accettarci e addirittura a sfoderare la tentazione di sovrapporci agli altri come i “più belli del reame”. Chi non soffre di questa umana e comprensibile deviazione alzi la mano.
Questo piccolo inciso per cercare di catturare l’attenzione su un argomento ben più importante non di tipo estetico ma che parimenti possiamo ribaltare nella vita sociale di noi tutti .
Acquisire una capacità di giudizio equidistante , imparziale , severo, incondizionato non è facile . E certi traguardi si raggiungono solo con l’autoeducazione che implica un allenamento mirato, responsabile con al centro una bella porzione di umiltà la sola idonea ad addomesticare quel demone tentatore che riesce sempre a corrompere e plagiare ,soprattutto, uomini dal cervello dinamico, concedendogli l’illusione della gloria e dell’onnipotenza.
Un maledetto tarlo, una effimera illusione che corrode e che alla fine presenta sempre il conto. Un tradimento continuo contro l’umanità perpetrato da uomini dal curriculum appariscente ma falsamente brillante.
Una verità, una realtà da guardare in faccia senza vergogna. Una maledetta e narcisistica maniera di noi Italiani di proporci a gestire il bene comune e che, 70 anni di Repubblica , ha portato a devastare quel patrimonio culturale fatto di tradizioni e valori che affondano le sue radici nel medioevo e nel rinascimento in nome di un di un progresso malamente proposto e ancor peggio metabolizzato dalle masse trascinate e costrette inconsapevolmente a vivere una libertà frenetica impregnata di materialismo , di false e passeggere ideologie a scapito del bello e dell’ ordine che richiede impegno, altruismo , progetto e tanta volontà.
Una vera mattanza che ha contribuito a svuotare strumenti e di punti di riferimento certi senza i quali l’uomo non riesce a camminare e orientarsi in questo che seppur straordinario pianeta viene devastato dall’insipienza figlia di un narcisismo irrefrenabile e incontenibile.
Politica e Religione
Politica e religione sono due pratiche che da sempre l’uomo ha esercitato nelle forme più varie attribuendo ad esse un potere quasi magico di difesa nei confronti di fenomeni di violenza sociale e calamità naturali. L’ Uomo, quanto determinato e spregiudicato possa sembrare, è fondamentalmente fragile, insicuro, solo e sperduto, Non può essere altrimenti nei confronto di una natura che quando scatena la sua forza , l’ impotenza dell’uomo INSIPIENTE appare lampante e ancor più a nulla serve quella freddezza sbruffona sbandierata a parole dai tanti tromboni odierni quanto temporanei abitanti di questo pianeta che scommettono e ostentano con millimetrica certezza sull’assenza di una entità superiore seppur incomprensibile.
La religione è quindi un fatto tutto personale, interiore , buono per appagare e riempire un vuoto che si cerca di riempire. E oggi più di ieri quel vuoto è diventato un baratro almeno per noi occidentali che riponiamo tutte le nostre aspettative sulla scienza, sul progresso, sulla crescita dei consumi e sul danaro. Una spirale inarrestabile in contraddizione a una proposta tutta spirituale del messaggio cristiano che predica altri valori, altri equilibri come la libertà, la pace, la socialità, il dispregio della materialità a favore della crescita sentimentale, interiore, il rispetto della vita.
La religione così concepita non può avere che delle ricadute, incontrovertibilmente, positive dal punto di vista della formazione del cittadino. Una necessità, una esigenza, una invenzione come le tante invenzioni le sole utili idonee a far progredire l’uomo a cui è riservato un solo e sicuro quanto inaccettabile e sempre doloroso destino.
La pratica della religione cristiana, nonostante i risaputi benefici influssi nella qualità della vita dell’uomo non costa nulla. I divulgatori operano con lo spirito del volontario, del missionario.
Non cosi la pratica della politica che è stata ugualmente concepita per amministrare le problematiche di sopravvivenza degli uomini e assicurare ad essi prosperità, pace e sicurezza.
Un lungo, interminabile e secolare argomento specialmente qui in italia dove la politica viene percepita dai cittadini come fonte e causa prima della degenerazione e disgregazione sociale , economico e culturale e che, inseguendo chimere di progresso , di modelli di cultura e di vita migliorativi si è ottenuto solo confusione, fragilità e perdita di quella identità e unità da cui le nazioni, i popoli non possono prescindere. Oggi lo Stato italiano paga sonoramente la diffusione e l’accettazione di sistemi educativi considerati progressisti perché dettati da strani quanto nostrani , dico, poco attendibili studiosi che orgogliosamente si onoravano e sbandieravano appartenere a una ideologia di sinistra e che si proponeva come depositaria di un sistema societario di vita rivoluzionaria che avrebbe portato questa Repubblica nell’eden della felicità. Uguali a dei veri stregoni che operavano nelle società primitive col compito di incantare i poveri creduloni e di tacitarne ogni protesta. La differenza sta che oggi i nostri incantatori sono molto più pretenziosi , sfacciati e numerosi.
Ancor oggi , una frangia molto agguerrita continua a seminare e volere confusione. E fatti criminosi come quello avvenuto nello Stato dello SRI LANCA, portati avanti in nome di religioni o ideologie , sembrano non essere sufficienti per far riflettere certi nostri Politici che non voglio non pensare essere conniventi. Giuseppe Tilocca